Come comportarsi per un’efficace sanificazione e pulizia degli ambienti di lavoro?

Uno degli aspetti più importanti dell’applicazione del Protocollo sicurezza contro il Covid-19 è la sanificazione e la pulizia.

Abbiamo provato a chiarire i due concetti individuando alcune linee guida utili alle imprese per orientarsi in questo ambito (differenza tra pulizia e sanificazione, periodicità, registrazione).

Cominciamo dalla sanificazione, in particolare, cosa si intende esattamente per sanificazione rispetto alla normale pulizia.

LA PULIZIA. È quell’operazione che consente di rimuovere lo “sporco” di qualunque tipo, dalla polvere alle sostanze untuose, dai liquidi alle sostanze organiche, ecc. La pulizia può essere effettuata mediante rimozione manuale, rimozione meccanica o, in alcuni casi, mediante l’azione dell’acqua e/o di prodotti detergenti. In pratica la pulizia sono tutte le normali attività che già si fanno con i normali detergenti per superfici, pavimenti, ecc.

LA SANIFICAZIONE. Non esiste, invece, una definizione univoca di sanificazione: quest’ultima dipende da diversi fattori, a cominciare dal settore a cui appartiene l’impresa. In linea generale, la sanificazione rappresenta qualcosa di più avanzato rispetto alla pulizia per quanto riguarda il livello di igiene ottenuto. La sanificazione, infatti, consente di rimuovere qualunque microrganismo (batteri, virus, muffe, ecc.) che la normale pulizia non è in grado di eliminare.

Generalmente, la sanificazione si esegue sfruttando l’azione di agenti chimici detergenti che consentono di ridurre il carico microbiologico al di sotto degli standard igienici ottimali. Potremmo dire, anche se non è tecnicamente corretto, che la sanificazione è una sorta di disinfezione utile ad abbattere la carica microbica, fungina e virale al di sotto di determinati limiti.

Oggi si parla molto di sanificazione con ozono. Si tratta di un processo controverso, utilizzabile dove non sia prevista l’applicazione della circolare 5443. È un procedimento complesso la cui efficacia dipende molto dalle dimensioni del locale ed è piuttosto costosa. Per essere efficace, la sanificazione deve essere sempre preceduta dalla pulizia. La sanificazione viene fatta utilizzando prodotti specifici, che in genere sono classificati come detergenti disinfettanti o PMC (presidi medico chirurgici) che devono avere (nel caso del virus) attività virucida.
Occorre verificare sulla scheda tecnica (da richiedere sempre prima dell’acquisto) del prodotto utilizzato che questo abbia questa attività, in quanto gran parte dei prodotti di uso generale hanno solo effetti attività battericida e levuricida (contro i funghi).

Si ricorda che i Protocolli, per la sanificazione di luoghi dove sono state persone positive al coronavirus, prevedono che la sanificazione per la riapertura e l’utilizzo delle metodiche riportate nella circolare 5443, ovvero:

  • Ipoclorito di sodio (candeggina) 0,1% dopo pulizia;
  • Soluzione idroalcolica al 70% dopo pulizia con un detergente neutro.

Esempi.
Ipoclorito di sodio 0,1%. Se si utilizza normale candeggina commerciale occorre verificare la concentrazione di ipoclorito (generalmente compresa tra 1% e 5%) ed effettuare la diluzione necessaria (se 5%, 20 ml di detergente e 980 ml di acqua se 1%, 100 ml di detergente e 900 ml di acqua).
Soluzione idroalcolica al 70%. Per un litro di soluzione, 700 ml di alcol etilico e 300 ml di acqua.

Per tutte le altre situazioni, i protocolli non indicano prodotti specifici, purché, come scritto in precedenza, l’attività virucida sia espressamente citata nella scheda tecnica di prodotto.

LA DISINFEZIONE. Si tratta di un trattamento che, sfruttando l’azione di agenti disinfettanti di tipo chimico o fisico (ad es. il calore), è in grado di ridurre il carico microbiologico tramite la distruzione o l’inattivazione degli agenti biologici.

LA PERIODICITA’ DEL TRATTAMENTO. 

Il protocollo dice che deve essere effettuata una pulizia giornaliera e una sanificazione periodica. Come si definiscono i parametri alle imprese per capire come orientarsi su questa periodicità? A parte casi specifici già elencati nei protocolli (alla riapertura di aziende precedentemente ferme, il prima possibile in caso di positivi alla COVID-19, giornalmente per mensa e spogliatoi nei cantieri), non è facile dare un parametro temporale univoco, in quanto dipende molto dall’uso dei locali, dal passaggio di persone e da altri fattori. Chiarito che la responsabilità delle tempistiche è lasciata al datore di lavoro, la periodicità dovrebbe essere definita in base all’utilizzazione, privilegiando una frequenza maggiore sulle superfici più utilizzate.

MEGLIO IL “FAI DA TE” O UN’AGENZIA ESTERNA? 

Posto che non è obbligatorio rivolgersi a un’impresa di sanificazione certificata, se l’azienda decide di comprare i prodotti e di farsela in casa come può dimostrare di avere ottemperato a questo obbligo? Di certo, anche se non è obbligatorio, è consigliabile affidare la sanificazione a ditte esterne specializzate in situazioni particolari quali presenza di positivi, riapertura in situazioni logistiche complesse, ecc.

È NECESSARIO REGISTRARE LE ATTIVITA’ DI SANIFICAZIONE E PULIZIA? 

I protocolli non richiedono esplicitamente una registrazione di queste attività, soprattutto quando fatte “in proprio”, ma può essere opportuno tenerne traccia riportando la data, il prodotto utilizzato e la procedura applicata (con mocio, con straccio, spray, ecc.).

Occorre rimarcare comunque che l’utilizzo di un detergente disinfettante non è affatto banale, lo stesso va infatti applicato con le modalità ed i tempi di permanenza (prima dell’asciugatura, risciacquo o rimozione: ad esempio, l’Ipoclorito di Sodio 0,1% va lasciato agire per non meno di 1-5, minuti a seconda della superficie.) riportate nella scheda tecnica. Queste informazioni, quando non presenti nella scheda, vanno richiesti al fornitore del prodotto.

Un esempio di registrazione potrebbe essere:

In data xx/xx/xxxx
Effettuata sanificazione di ………….
Utilizzando il prodotto: ……………… preceduto da pulizia con detergente ………..
Il prodotto ………… è stato utilizzato secondo le modalità e le indicazioni riportate nella scheda tecnica fornita dal produttore dello stesso.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: